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L’algoritmo di Google: Strategie avanzate per il posizionamento Seo

algoritmo di google

L’ambiente competitivo della ricerca online ha spinto gli specialisti SEO a cercare modi innovativi per posizionare i siti web al top dei risultati di ricerca. Decodificare l’algoritmo di Google è il Santo Graal di questa disciplina, poiché una comprensione approfondita di come funziona l’algoritmo può portare a strategie avanzate di ottimizzazione che migliorano significativamente la visibilità online.

L’algoritmo di Google è un complesso sistema che valuta un’ampia varietà di fattori per determinare la classifica (SERP) di una pagina nei risultati di ricerca. Questi fattori includono l’autorità del dominio, la qualità e la rilevanza del contenuto, l’esperienza utente, i segnali di backlink e molti altri. Tuttavia, Google mantiene gran parte dei dettagli specifici dell’algoritmo sotto chiave, al fine di evitare manipolazioni e risultati di ricerca di bassa qualità.

Possiamo dividere i fattori chiave dell’algoritmo di Google in due macro categorie: Fattori intuitivi dell’algoritmo su cui si basano le strategie Seo per il posizionamento e i fattori complessi ma specifici che derivano dalla conoscenza approfondita dell’algoritmo. Questi elementi si conoscono solo dopo innumerevoli prove sul campo. Va detto subito, per sgombrare il campo, che quest’ultima categoria di fattori chiave dell’algoritmo, non viene quasi mai trattata poiché rappresenta il know how di pochi specialisti al mondo. Ne parleremo quindi con il dovuto riguardo e riserbo nell’ottica di nutrire la curiosità di coloro che hanno molta passione per questo argomento.

Fattori chiave dell’algoritmo di Google

Gli elementi che influenzano il posizionamento di Google sono molti e hanno un’importanza differente. Nel tempo, tramite gli aggiornamenti dell’algoritmo, la scala di importanza varia anche di molto. Google aggiorna l’algoritmo in maniera costante anche 7/8 volte l’anno.

Vediamo quindi la lista degli elementi tradizionali che bene o male coloro che conoscono l’argomento, hanno ben presente:

1. Contenuto di qualità

Google premia i siti web con contenuti di alta qualità, pertinenti e informativi. Il contenuto dovrebbe rispondere alle domande degli utenti, risolvere problemi e fornire valore reale. Non da molto tempo si è diffusa l’usanza di introdurre le faq a fondo articolo, è una pratica corretta che tenderà ad espandersi sempre più.

Google cerca di capire quando i contenuti sono stati copiati non solo nelle singole parole o frasi ma in generale nell’idea. Il contenuto di qualità si capisce non solo perché è unico ma anche perché appartiene ad un intento univoco. Ne deriva che il content di tutto il sito web tende verso un macro argomento secondo un preciso intento di ricerca.

Il cosiddetto vanity content che consiste nell’allungare frasi e capitoli, solo per rendere i contenuti più ricchi, costituisce un fattore di demerito.

L’IA (intelligenza artificiale), con ChatGPT e Bard è in grado di produrre contenuti pertinenti. Ad oggi nessuno sa se questi contenuti verranno o meno penalizzati. È certo comunque che i contenuti provenienti da IA siano riconoscibili. Ad ogni modo meglio dare una controllata alla provenienza dei testi forniti da IA ad esempio con ZeroGPT, un tool gratuito fra tanti.

2. Parole chiave

Utilizzare parole chiave pertinenti nel contenuto, nei titoli e nelle meta description può migliorare la rilevanza del sito per le ricerche degli utenti. Le keyword pertinenti sono autorevoli quando si contornano di altre keyword o termini coerenti.

3. Autorità del dominio

Un’alta autorità di dominio, misurata in parte attraverso i backlink da siti autorevoli, può aumentare la fiducia di Google nel tuo sito. Avere una misura di authority non è semplice poiché i tool usano metriche differenti. Ad esempio, ahrefs.com fornisce una metrica di autorità (DA) basandosi esclusivamente sui backlink partendo dall’assunto che gli stessi sviluppatori di Google hanno dichiarato che i backlink sono uno dei tre fattori di posizionamento più importanti dell’algoritmo.

4. Backlink di qualità

I backlink provenienti da siti autorevoli e correlati possono aumentare l’autorità del tuo sito. Tuttavia, i backlink di bassa qualità o spam possono avere l’effetto opposto. Negli ultimi aggiornamenti di Google a partire dal 2023 l’algoritmo si sta sempre più specializzando nella ricerca di backlink non naturali. Tutto ciò dovrebbe portare a rivoluzionare le classifiche delle ricerche a scapito di coloro che hanno “barato” inserendo artificiosamente backlink acquistati nel mercato nero.

5. Esperienza utente

Google valuta l’esperienza complessiva degli utenti sul tuo sito. Un design intuitivo, tempi di caricamento veloci e una facile navigazione possono contribuire a una migliore esperienza utente. Hanno molta importanza i contrasti di colore poiché esiste una scala di leggibilità specie sui mobile device che impattano sulla prima visita da parte dei bot.

6. Mobile-Friendly

La compatibilità con dispositivi mobili è fondamentale poiché Google favorisce i siti che offrono un’esperienza ottimale su smartphone e tablet. Si attende di capire quanto gli smart glasses diverranno di tendenza per vedere quali contromosse verrano intraprese dall’algoritmo.

7. Sicurezza del sito

Utilizzare HTTPS (SSL) per garantire che le informazioni degli utenti siano sicure è un fattore di classifica positivo. Fare attenzione ad alcuni plugin molto diffusi che contengono al loro interno un errore di codice che altera la strutture delle URL inserendo o eliminando lo slash finale. Ciò porta ad avere siti duplicati ma non segnalati dagli strumenti diagnostici di Google.

8. Dati strutturati

L’uso di dati strutturati (markup Schema.org) può aiutare Google a comprendere meglio il contenuto della tua pagina e generare snippet di ricerca arricchiti. Una pratica di buon senso che viene gradita per risparmiare tempo ed energia.

9. Velocità di caricamento della pagina

Le pagine che si caricano rapidamente tendono a ottenere una migliore valutazione da Google, su ciò non c’è alcun dubbio.

10. Bounce rate e dwell time

Un alto tasso di rimbalzo (quando gli utenti lasciano rapidamente una pagina) e un lungo dwell time (il tempo che gli utenti passano sulla pagina) possono influenzare la percezione di Google sulla qualità del contenuto.

11. Segnali sociali

Sebbene Google abbia dichiarato che i segnali sociali (come i “mi piace” e le condivisioni) non siano un fattore diretto di classifica, possono influenzare indirettamente l’ampia visibilità e l’interazione del contenuto.

12. Local SEO

Per le ricerche locali, l’ottimizzazione delle schede Google My Business, le recensioni e altre informazioni locali possono avere un impatto significativo.

Fattori nascosti dell’algoritmo di Google

Altri fattori compresi nell’algoritmo di Google hanno una notevole importanza ma vengono quasi sempre ignorati da chi cerca di ottimizzare con la Seo i siti web. La conoscenza più o meno approfondita di tali fattori dipende dall’esperienza dello specialista e raramente sono oggetto di dibattito oppure di discussione online.

Ciò che segue va preso quindi nel dovuto modo ed inserito nel movimento ben più ampio della volontà dichiarata dagli sviluppatori dell’algoritmo di arrivare ad avere un risultato “umano centrico”.

In questo senso non è un mistero che vengano utilizzate agenzie coperte dal riserbo che si occupano di reclutare a pagamento un gran numero di persone alle quali vengono sottoposti testi e query da posizionare correttamente negli intenti di ricerca.

1. La Metrica delle frasi

La metrica delle frasi è un concetto che si concentra sulla comprensione delle frasi e del loro significato all’interno del contesto. Tradizionalmente, la SEO si è concentrata su parole chiave singole, ma Google è diventato sempre più abile nel comprendere il significato di frasi complete. Questo significa che la struttura e il contesto delle frasi possono influenzare la classifica delle pagine.

Invece di cercare di “far entrare” una singola parola chiave in un contenuto, le strategie di ottimizzazione moderne si concentrano sulla creazione di contenuti che rispondano in modo esaustivo a domande comuni degli utenti. Questo può richiedere una comprensione più profonda del contesto e dell’intento di ricerca, che porta al prossimo argomento.

2. Completezza delle informazioni per definire gli intent

Gli intenti di ricerca rappresentano le motivazioni degli utenti dietro una specifica query di ricerca. Google si è evoluto al punto da cercare di comprendere gli intenti di ricerca piuttosto che limitarsi a corrispondere esattamente le parole chiave. Questo approccio richiede di comprendere cosa sta cercando di ottenere l’utente quando digita una certa frase.

L’ottimizzazione per gli intenti richiede di offrire contenuti completi e informativi che soddisfino le esigenze degli utenti. Questo può comportare la creazione di contenuti diversificati, come guide dettagliate, recensioni, tutorial o risposte rapide, a seconda del tipo di intento che si sta cercando di soddisfare.

3. L’Analisi del comportamento dei tester da parte di Google

La pratica di coinvolgere tester di tutto il mondo per valutare la qualità dei risultati di ricerca è un elemento particolare nella continua evoluzione dell’algoritmo di Google. Google si avvale di tester umani, come detto spesso attraverso agenzie, per valutare la qualità dei risultati di ricerca in base a vari fattori, come la rilevanza, la completezza e l’accuratezza.

Questo approccio aiuta Google a migliorare la sua comprensione dell’intento dell’utente e a raffinare la classifica dei risultati. Le valutazioni dei tester forniscono dati reali e umani che Google può utilizzare per addestrare e ottimizzare i suoi algoritmi di intelligenza artificiale.

Per ora ci fermiamo qui, sappi solo che la lista dei fattori di classificazione è molto lunga ma gli elementi chiave non lo sono, alcuni di questi sono strategici e prioritari ed è ciò che attuiamo quando progettiamo un nuovo sito web.

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